About me

Moglie di Carlo Paluzzi, madre di tre ragazzi di 20, 16, 14 anni. Fondatrice e Presidente della Associazione Onlus "La Quercia Millenaria", il primo Hospice Perinatale sorto in Italia. Socio Fondatore e Consigliere dell'Associazione "Vita è". Bioeticista, Scrittrice, giornalista per hobby (Zenit, Famiglia Oggi, Ginecorama, L'Ottimista, Notizie ProVita): autrice di "Tornata a Casa: storia di una ghianda divenuta Quercia Millenaria", "Il figlio terminale", "La terapia dell'accoglienza". Assistente per supporto in diagnosi prenatale, ecografie, supporto umano sala eco/sala parto, terapie invasive e nascite bambini ad alto tasso di mortalità. Testimone formatore per la pastorale a coppie in attesa di bambini "speciali", ad alunni delle scuole medie e superiori, a coppie in preparazione al matrimonio. Per un anno è stata speaker radiofonica per Radio Mater del programma "Rami fra Cielo e Terra". Consulente di bellezza, Beauty Blogger e Creator di YouTube

venerdì 30 giugno 2017

Costi troppo, quindi muori. La vicenda del piccolo CHARLIE GARD


Sta per morire un bambino di 10 mesi per mano di medici che obbediranno ad una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ... di quale uomo? Non del piccolo Charlie Gard, affetto da una patologia, la Sindrome della Delezione del DNA Mitocondriale, 16 casi al mondo, attualmente ritenuta incurabile. ATTUALMENTE, cerchiamo di capire bene.
Charlie è ricoverato nel migliore ospedale pediatrico di Londra e soffre di una rarissima patologia che indebolisce in modo irreversibile i suoi muscoli fino ad indurlo a nutrirsi attraverso una macchina, a non parlare, a respirare attraverso una macchina. Non prova dolore, la sua vita è semplicemente questa, vive tra le carezze e l'amore dei suoi genitori, osserva il mondo circostante, una stanza, gli occhi delle persone che ama.
I genitori hanno provato a raccogliere una somma ingente attraverso donazioni per tentare di portarlo negli Usa, in una speciale clinica dove poteva tentare una cura sperimentale, sinora utilizzata solo sui topi, ma che poteva rappresentare una debole speranza. I sanitari si sono opposti, e stamattina staccheranno la spina.
Troppo deboli le voci di chi si è opposto con rabbia, scandalo e persino disperazione a questa "sentenza di morte", questo "omicidio di Stato", perchè di questo alla fine si tratta. Tutto legalizzato, tutto edulcorato, tutto condito di "buon pensiero": è per non farlo soffrire. E' per il suo bene.
Poco importa se per farlo morire dovranno sedarlo, staccare il respiratore, e vederlo morire soffocato. Sotto gli occhi di genitori impotenti e disperati che chiedevano solo di amare il proprio bambino finchè la vita glielo avesse donato.
Allora provate a convincermi che è giusto così, che alla fin fine questi disabili sono dei COSTI ENORMI che lo Stato non può permettersi di pagare... certo, meglio indirizzare i soldi a pagare pensioni d'oro a gente che ben poco a fatto per il bene dei suoi cittadini. Provate a convincermi che è bene così. Perchè ho bisogno di soffocare l'orrore, ho bisogno di ricacciare indietro la paura che un giorno anche di mio figlio qualcuno dirà che è meglio "farla finita".

Penso a tutte le protesi e le medicine usate e gettate nelle pattumiere, penso alla sua pensione di invalidità, ai farmaci e alle visite specialistiche fatte in 14 anni di PIENA E ASSOLUTA VITA.

Penso alle battaglie affrontate insieme, ad ognuno degli oltre suoi 5000 giorni di vita, nessuno dei quali senza UNO DEI SUOI SORRISI.

Pensateci, voi che fate battaglie sui cuccioli abbandonati, sulle balene e le foche, sugli alberi da salvare, sugli agnellini da risparmiare a Pasqua. Perchè la maggior parte di voi, dinanzi ad un figlio disabile, volta le spalle e dice "meglio eliminare". Prima, con l'aborto. E se ce ne accorgiamo "dopo", con l'eutanasia pediatrica.
Pensiamoci tutti noi, che stiamo accettando anche questa altra mostruosità. E' soltanto la faccia edulcorata di quanto accadeva nei lager nazisti, non è altro. Ci stanno abituando alla mostruosità. E questa mattina, è uno dei nostri figli che stanno uccidendo. E' anche mio figlio che stanno uccidendo. Un giorno arriveranno ad uccidere anche me, che sono cardiopatica, perchè non sono perfetta e diverrò un peso, ed ognuno di voi che non avrà la fortuna di vivere 90 anni da sano e morire da sano.
Non possiamo fare molto, è vero. La decisione è irrevocabile. Ma possiamo non rimanere in silenzio, perchè almeno la nostra coscienza rimanga viva.
Charlie è anche figlio mio.

Sabrina Pietrangeli Paluzzi

giovedì 23 febbraio 2017

E questa sarebbe la democrazia?

All’Ospedale San Camillo di Roma, un particolare concorso per assumere 2 ginecologi specificatamente “non obiettori” ha scatenato un putiferio. Da una parte, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che motiva come giusta questa scelta perché “finalizzata a garantire il normale svolgimento del servizio delle interruzioni di gravidanza” e “ad applicare in modo completo e corretto la 194”. Dall’altra, il mondo dei medici cosiddetti “obiettori”,  coloro che vogliono svolgere la prima funzione di un medico, cioè quella di salvarla, la vita, che trovano iniqua una iniziativa di questo genere, a discapito della loro categoria.
Sembrerebbe come se l’aumentare degli obiettori di coscienza, dei ginecologi cioè che scelgono di non voler praticare (o non praticare più) aborti, stia creando tali problemi da dover addirittura indire un concorso ad hoc per garantire il servizio delle interruzioni di gravidanza, ma questa motivazione viene smentita dallo stesso Ministero della Salute che con una indagine specifica ha appurato che l’offerta dei Medici non obiettori è sufficiente a coprire le esigenze di tutti i territori, come riporta questa nota Ansa dello scorso 22 febbraio:

I ginecologi obiettori, che non praticano l'interruzione volontaria di gravidanza (ivg) prevista dalla legge 194 del 1978, in Italia sono circa il 70%, mantenendo un dato stabile: erano infatti il 69.3% nel 2010 e 2011, il 69.6% nel 2012 e il 70% nel 2013. Le ivg, di contro, sono diminuite in modo significativo nel corso degli anni: nel 1983 erano pari a 233.976; nel 2013 sono più che dimezzate (102.760) e nel 2014 sono scese sotto a 97.535. E' il quadro che emerge dagli ultimi dati disponibili del ministero della Salute. In 30 anni, quindi, le ivg sono calate di 131.216 unità, mentre i ginecologi non obiettori sono scesi di 117 unità. Numeri che secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, garantiscono l'applicazione della legge 194 sull'ivg.”.

Questo fatto che fa molto discutere, arriva subito dopo aver appreso quanto è stato appena deciso in Francia e cioè l'approvazione sul disegno di legge circa il "reato di intralcio all'aborto" (già esistente dal 1993), anche quando sotto forma di propaganda o informazione sul web, punibile con il pagamento di una ammenda fino a 30.000 euro o addirittura con due anni di reclusione.
L’idea che ne viene fuori è che ad essere colpita sia innanzitutto la democrazia. E’ ovvio che per i pro-life la 194 non dovrebbe neppure esistere; ma se il popolo italiano con un referendum del 1978 ha fatto sì che l’interruzione della gravidanza debba esistere come diritto e che tale interruzione viene garantita sempre, e se lo Stato riconosce come un diritto anche l’obiezione di coscienza regolamentandola con un'altra Legge ad hoc, un concorso per l’assunzione di due medici ginecologi dovrebbe per lo meno tenere conto di entrambe queste istanze, altrimenti il tutto appare come fazioso e discriminatorio per oltre la metà della categoria.


Sabrina Pietrangeli Paluzzi

giovedì 26 gennaio 2017


Incontri la tua seconda figlia ad una fermata d'autobus con le sue amiche, tutte dirette in Centro, perché è giorno di assemblea a scuola... l'altra figlia l'hai appena lasciata che deve incontrarsi con amici... il piccolo e' a scuola, anche lui preso da impegni, le uscite al cinema per ricordare l'Olocausto.
Hai pezzi di cuore che vagano in modo indipendente per il mondo e non puoi fare altro che affidarli alla Grazia, alla Buona Sorte, ed essere grata, infinitamente grata di poter ancora godere di ogni loro respiro. 
Essere genitori non è una gravidanza, non e' partorire o allattare. È rassegnarsi al fatto che quei pezzi di cuore, di corpo, di anima, non hanno nulla a che vedere con te.

*Sabrina Pietrangeli